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Chi scrive quei libriccini? Non si sa. Nascono, quasi direi, da per sè: nascono come l'erba nei campi. Sono i trovatelli, sono i figli del popolo. L'autore, modesto, si nasconde: non ci tiene a far sapere il suo nome e cognome. Se il libriccino piace, se incontra la simpatia del pubblico, non è merito suo. Non ha neppure il coraggio di farsi chiamare poeta. Poeta? Confessa lui stesso che le sue rime sono rozze:
Tanto eseguì quel cavalier sublime
Or qui finisco le mie rozze rime.
Da quanto tempo esistono? Alcuni forse videro la luce ieri, altri sono antichi, molto antichi, — ricordano secoli —; ma tutti, vecchi e nuovi, vivono insieme, vanno insieme per il mondo, entrano insieme nei tuguri, nelle casupole di campagna, nelle bottegucce, e sono accolti sempre con piacere.
Quanti sono? Ne ho contati 1012, ma ve ne saranno altri. Questi libercoli sono come le stelle: non si possono mai enumerare tutti. E crescono sempre: un contadino vede in sogno la Madonna, una donna a Senerchia ammazza a colpi di scure il drudo di sua figlia, un cane salva la sua padroncina, i Portoghesi mandano a spasso il proprio re: ecco cinque libriccini per questi avvenimenti. Lasciate che termini il processo Cuocolo, avremo subito un altro libriccino per quella Venerabile Confraternita!
Il popolo dunque ha la sua ricca, ricchissima letteratura, che non conosce orizzonti, che non ha limiti: basta dire che incomincia con la Creazione dell'uomo e termina con il Giudizio universale.
Signori letterati, le vostre grandi librerie non fanno gola al popolo. Egli non ha nulla da invidiarvi. Voi avete l'Orlando Furioso, il Morgante Maggiore: il popolo tiene il Guerrin Meschino, i Reali di Francia, le Meravigliose Avventure del Valoroso Leonildo, gli Amori di Florindo e Chiarastella, la Storia di Chiarina e Tamante.
Voi leggete l'Iliade, l'Odissea, l'Eneide, il Paradiso Perduto, la Storia delle Crociate; il popolo senza conoscere Omero, senza ringraziare il Monti, il Pindemonte o il Caro, senza far di cappello al Milton o al Michand, possiede l'incendio di Troia, la Storia di una regina chiamata Elena, che fu rapita da un principe e che fece nascere una grande guerra, gli Amori di Enea e di Didone, gli Angeli superbi che diventarono demoni con le corna e furono precipitati nell'inferno, la Presa di Gerusalemme, ossia il Santo Sepolcro conquistato dai cristiani.
Voi conservate gelosamente le opere storiche, le biografie dei grandi uomini; il popolo conserva con egual cura la Vita e i Miracoli di S. Antonio, Giuditta l'ebrea, Sansone, Masaniello, Pietro Micca, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mastrillo, Giuseppe Musolino.