Voi intanto restate per un momento con quel coso in mano, poi l'adagiate nell'ospizio, con la speranza di ritrovare quanto prima l'altra metà. Ma dopo un paio di giorni ve ne siete già dimenticato e i Promessi Sposi se ne staranno in eterno nell'angolo remoto a piangere la loro disgrazia. E non sono soli: ivi un terzo del Paradiso perduto, ivi un po' d'Inferno commentato dal Biagioli, tre o quattro canti dell'Iliade, cinque quaderni dell'Ivanhoe, due libri dei Miserabili, dieci dispense di una Storia della rivoluzione italiana; un quarto di Asino del Guerrazzi, insomma tutti quei libri collocati a riposo, non per limite di età, ma per grave infortunio in servizio.

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Vi arriva una conferenza della Serao, una commedia del Traversi o del Rovetta, una prolusione del D'Ancona, un'ode del Pascoli; in mezz'ora si leggono, e dopo che farne di questi opuscoletti, che contano appena dieci, quindici pagine? Sono belli, sono interessanti, ma non hanno dorso, non hanno reni! I volumi ben nutriti, trovano il loro posto, ma questi libriccini non sappiamo proprio dove collocarli. Sono farfallette variopinte che svolazzano: sul tavolo, sulle sedie, sul comodino, nelle tasche del paletot, nella valigia, ne trovate da per tutto. Spesso ne scegliete otto, dieci dello stesso formato, li unite come in un mazzetto, li fate rilegare col modesto titolo opuscoli o con l'altro tanto antipatico, ma molto in uso, di miscellanea.

È una fortuna però che tocca a pochi: la maggior parte di essi va a finire... all'ospedale. Colpa loro: si nascondono in un periodico letterario, entrano nella combriccola dei cataloghi, si seppelliscono vivi fra i giornali e naturalmente ne condividono la sorte. Chi volete che vada a scovarli?

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Qualche volta, stando di malumore, aprite la libreria con l'animo deliberato di far piazza pulita. A che tutta quella zavorra, tutto quel vecchiume! Ciò che merita di essere conservato, si conservi, ma il resto in cucina, dal salumaio o... altrove!

Con santa pazienza tirate quella roba e incominciate lo spoglio. Avanti, avanti. Tutti fuori. Giudizio universale! Da principio si va alla svelta, non si guarda in faccia a nessuno. Invano quelle sacre reliquie chiedono pietà e misericordia. Siete deciso. Al fuoco! Al fuoco!

Ma che! a poco a poco vi fate prendere la mano. Gli occhi si fissano su una bella incisione. Com'è naturale questa bimba, che scherza col micino! Bella, sì, bella. Sarebbe un peccato! Mettiamola da parte. Importante questo catalogo dell'Hoepli: è del 1909, è recente, conserviamolo. Perbacco! La lettera anonima del De Amicis! Ed io la credevo smarrita! Da parte. Una pastorale del Bonomelli! Il Bonomelli scrive bene! Da parte. Tre surice dint'a nu mastrillo. Ah! la ricordo questa farsa del Petito. Da parte. Teh! come è graziosa questa caricatura! Da parte. Questo giornaletto bisogna conservarlo: è la risposta che diedi a quello screanzato. Da parte. Un articolo di Domenico Oliva! Da parte. Un numero del Marzocco. Vediamo. Ah! sì, sì, c'è una poesia di Ada Negri. È inutile! Ada Negri è vera poetessa. Che versi! che armonia!

Le ore passano, voi vi divertite a leggere, a rievocare tanti ricordi del passato e quando il vostro figliuolo vi dice dall'altra stanza: “Papà, a tavola!„ voi vi scuotete come da un sogno delizioso.

Dunque bisogna bruciare queste carte?