— Il Quo vadis l'ho comprato due mesi fa a Roma —

Dissi una bugia, ma salvai... l'onore!

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Qualche critico, non so se in buona o mala fede, volle dire che quel romanzo non era poi una gran cosa! Non l'avesse mai fatto: restò solo e fu chiamato maligno. Il pubblico aveva battuto le mani e il pubblico comanda in teatro e fuori.

Ma s'incominciò a dire: questo signor Sienkiewicz (che bel nome, sembra uno starnuto!) non ha scritto altri romanzi? Eh! il Sienkiewicz è un romanziere provetto e fecondo, ne ha pubblicato una ventina. Davvero? Davvero!

I nostri editori, vedendo che il pubblico è ben disposto, fanno subito tradurre quei romanzi, quelle novelle; e dopo un mese, in tutte le vetrine dei librai, si vedono già in bella veste i fratellini del Quo vadis; Per il pane, Seguiamolo, I Crociati, Col ferro e col fuoco. Il diluvio, La famiglia Polaniesoski, San Michele Volodioshe ecc.

I lettori non mancarono e un po' di popolarità l'ebbero questi emigrati!

Ma non basta. C'è ancora altro. Bisogna sapere che i signori editori, stando a contatto con i poeti, coi romanzieri, ecc., hanno imparato a giuocar d'astuzia, e pur di far quattrini, burlano il pubblico. Alcuni, vedendo che il Quo vadis attirava come una calamita, lo fecero entrare, a proposito o a sproposito, nei titoli di molti romanzi, come ad esempio:

A. Dumas

Orgie e delitti di Nerone
romanzo che precede il Quo vadis