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Qui il capitolo sui libri fortunati si dovrebbe chiudere. Non ve ne sono altri che hanno meritato il primo premio del pubblico, da questo grande e bizzarro signorone, che sembra indifferente ad ogni produzione letteraria, ma che quando piglia a ben volere un libro, lo riveste di medaglie d'oro e ne arricchisce l'autore.
Però il pubblico, sia per giustizia, sia per... carità cristiana, concede spesso delle menzioni onorevoli. In quest'ultimo ventennio Guerra e Pace, ha avuto una menzione onorevole; Fatalità, menzione onorevole; Mio Figlio, menzione onorevole; Piccolo mondo antico, menzione onorevole; Il Santo, menzione onorevole. Veramente quest'ultimo fu proprio lì lì per meritare il primo premio. Da principio prese una bella corsa, ma un bel giorno si fermò, quantunque la Sacra Congregazione dell'Indice, segnandolo col suo Bollo l'avesse reso più accetto ai nuovi ghibellini del pensiero.
Il D'Annunzio ne tiene un fascio, ma egli aspira alla medaglia d'oro. Un artista sommo, con quei cavalli di forza, non può accontentarsi di una semplice menzione onorevole, nè di medaglie di bronzo o di argento.
La Figlia di Jorio fu molto applaudita; andò in processione per tutti i teatri d'Italia, ma il pubblico non la credè degna del gran premio.
E la Nave, varata all'Argentina di Roma?
I giornali amici come per preparare l'ambiente, incominciano un mese prima a cantarne vita e miracoli, a far sapere che si compone di un prologo e di tre grandi quadri e, come per stuzzicare l'appetito, ne fanno assaggiare un pezzetto. Se volete gustarla tutta, aspettate la “primière.„
Ma che dramma! basta dire che è stato dedicato a Dio! C'è anche la musica, ma la musica deve stare al suo posto: è la parola del vate che deve primeggiare.
Viene il gran giorno. La Nave si vara... felicemente. Il pubblico, affascinato dal mirabile apparecchio scenico, stordito dalle marce trionfali, dai canti liturgici, da quegli urli incessanti, batte le mani. “Fuori l'autore! Vogliamo l'autoreeee!„ Il D'Annunzio, commosso, esce alla ribalta e mentre il pubblico continua ad osannarlo, dice a se stesso: “Finalmente hai meritato il primo premio!„ E sempre più si culla in questa dolce illusione, quando il conte di S. Martino tutto frettoloso lo chiama. “Avanti, Gabriele; il Re ti aspetta nel suo palco!„
Dunque il decreto è già firmato!