Il D'Annunzio, sicuro, sicurissimo di aver scritto un libro fortunato, quella notte ebbe sogni d'oro.

Il pubblico invece appena uscito dal teatro si sentì un po' male. La Nave? ma che cosa è questa Nave? che cosa vogliono quelle diaconesse, quelle croci, quei cori di catacumeni e di Nàumachi, quelle orgie di eretici e di pagani, quei giudizi di Dio? Il varo è bellissimo, ma varare una nave, significa comporre una tragedia?

L'Argentina continua ogni sera a ripetere la solenne funzione; i critici amici, sapendo per esperienza che bisogna battere il ferro quando è caldo vanno dicendo che l'entusiasmo cresce sempre per questo capolavoro. A sentirli, il dramma sarà rappresentato in tutte le capitali, Parigi, Londra, Berlino, Pietroburgo, Costantinopoli, New York, aspettano la Totus Mundus!

Ma che! passati due mesi il termometro scende molto basso. La Nave, dopo un giro per i nostri porti, ritorna in cantiere, con una semplice menzione onorevole. Invano i fratelli Treves l'hanno istoriata come una galea, tipo greco. Pochi leggono quei versi, carichi di allitterazioni e di parole di conio raro.

Il D'Annunzio però, siate sicuro, non si arrende; tenace, da abbruzzese vero, tenterà la prova con una nuova opera. La Nave non vi ha storditi? Ebbene, datemi un po' di tempo; fra un paio di anni, ed anche meno, vi presenterò una corazzata in tutta regola.

Ma sento dire che il D'Annunzio forse che si forse che no vuol lasciare il mare. Il mare è infido, il mare è traditore. Anche le corazzate di prima classe possono andar giù.

Lui si è rivolto ai santi. Che si sia rivolto ai santi, sta bene, anzi è un debito di gratitudine. Chi prende nome e cognome da un angelo, di tanto in tanto deve ricordarsi del Cielo. Ma San Sebastiano, proprio San Sebastiano, che fu ucciso a colpi di frecce! Attenti: Il pubblico è bizzarro, il pubblico è sanguinario: potrebbe ripetere lo scherzo a colpi di... fischi!

E poi il D'Annunzio non ha pensato che da un momento all'altro possono succedere tante cose? Forse un bel giorno, chi sa da quale parte del mondo ci verrà il primo libro fortunato del secolo XX.

Il D'Annunzio vorrebbe per sè quest'onore, ed è giusto; ma tutta la schiera immensa dei letterati francesi, tedeschi, inglesi, americani non hanno la stessa pretenzione? Lavorano in silenzio costoro, senza colpi di grancassa, senza rinchiudersi in una villa, senza spedire telegrammi a destra e a sinistra, quando terminano un romanzo o un dramma; ma la mira è quella.

E se questo libro ci venisse dal Giappone? Il Giappone si trova nel periodo di gloria. Forse dopo i trionfi in guerra potrebbe averne qualcuno nelle lettere. Il pubblico è ben disposto! Ma non facciamo prognostici; venga pure dalla Groenlandia, sarà sempre ben accetto. Noi fin da questo momento mandiamo un saluto al fortunato autore. Autore? e se sarà una donna? Già, potrebbe essere anche una donna.