E dentro alla città di Druantuna,
Che è la sua sedia antiqua e stabilita,
Per far passaggio gran gente raduna;
E, secondo che intendo per odita,
Tanta non ne fui mai sotto la luna
Un'altra fiata ad arme insieme unita;
Benché reputo quella gente a cianza,
Dico a rispetto de la sua possanza.
Sì che a camparci de man di Marfisa,
Questo serebbe lo ottimo rimedio;
Ma non ritrovo il modo né la guisa
A far sapere a lui di questo assedio;
Ch'io so che lui verrebbe alla recisa,
Né mai mi lasciarebbe in tanto attedio:
Ma non so trovar modo né vedere
Che questa cosa gli faccia asapere. -
Seguiva Galafron con questo dire
A Sacripante voltando le ciglia:
- Tu sei, figliolo, uno omo di alto ardire,
E tanto amor mi porti ed a mia figlia,
Che tu sei posto più volte a morire,
Né Mandricardo, che 'l tuo regno piglia,
Né il tuo caro Olibandro, che hai perduto,
Mai ti puote distor dal nostro aiuto.
Dio faccia che una volta meritare
Possiamo te con degno guidardone,
Ben ch'io non credo mai poterlo fare;
Ma ciò che abbiamo e le proprie persone
Seran disposte nel tuo comandare.
Ciò te giuro a la fede di Macone,
Che la mia figlia e tutto il regno mio
Seran disposti sempre al tuo desio.
Ma questo proferirti fia perduto,
Ché serà il regno e noi seco diserti,
Se non trovamo a qualche modo aiuto;
Ed io che tutti quanti li aggio esperti
E lungamente ho il fatto proveduto
E i soccorsi palesi e li coperti,
Dico che siamo a l'ultimo perire,
Se 'l re Gradasso non se fa venire.
Sì che, figlio mio caro, io te scongiuro
Per nostro amore e tua virtù soprana,
Che non ti para questo fatto duro
Di ritrovar Gradasso in Sericana;
E questa sera, come il cel sia scuro,
Potrai callar nell'oste in su la piana,
Ché quella gente ne stima sì poco,
Che non fa guarda al campo in verun loco. -
Sacripante non fie' molte parole,
Come colui che ha voglia de servire,
E de altro nella mente non si dole,
Se non che presto non si può partire;
Ma come a ponto fu nascoso il sole,
E cominciosse il celo ad oscurire,
Iscognosciuto, come peregrino,
Per mezo l'oste prese il suo camino.
Né mai sopra di lui fu riguardato;
Va di gran passo e porta il suo bordone,
Ma sotto la schiavina è bene armato
Di bona piastra, ed ha il brando al gallone.
Rimase Galafrone assedïato
Con la sua figlia nel forte girone;
E Sacripante, che de andare ha cura,
Trovò nel suo vïaggio alta ventura.
Questa odirete, come l'altre cose
Che insieme tutte quante sono agionte.
E seran ben delle meravigliose,
Perché fu in India al Sasso della Fonte;
Ma primamente, gente dilettose,
Io ve vorò contar di Rodamonte:
Di Rodamonte vo' contarvi in prima,
Che una vil foglia il suo Macon non stima,
E meno ancor s'accosta ad altra fede:
Tien per suo Dio l'ardire e la possanza,
E non vôle adorar quel che non vede.
Questo superbo, che ha tanta arroganza,
Pigliar soletto tutto il mondo crede,
Ed al presente vôl passar in Franza,
E prenderla in tre giorni si dà vanto,
Come odirete dir ne l'altro canto.