Così dicendo se pone a cercare,
E vede il suo Baiardo avanti poco.
A lui se accosta, e, volendo montare,
Il destrier volta e fugge di quel loco.
Ranaldo si voleva disperare
Dicendo: - Adesso è ben tempo da gioco!
Deh sta, ti dico, bestia maledetta! -
Baiardo pur va inanti e non lo aspetta.

E lui, pur seguitando il suo destriero,
Se fu condutto entro una selva scura,
Onde lasciarlo un pezo è di mestiero,
Ch'egli incontrò in quel loco alta ventura.
Ora torno a contarvi di Rugiero,
Qual pure è a piedi in su quella pianura,
E ben se augura indarno il suo Frontino:
Eccoti avanti a lui passa Turpino.

Turpino era montato a quel ronzone,
Ché il suo tra' Saracini avea smarito,
Come io contai alor quando Grifone
Ne le spalle a Rugiero avea ferito;
Or correndo venìa per un vallone.
Quando lo vidde il giovanetto ardito,
Dico Rugiero avanti a sé lo vide,
Non dimandar se de allegrezza ride.

E così a piede se il pone a seguire
Cridando: - Aspetta, ché il cavallo è mio! -
E il bon Turpin, che vede ogni om fuggire,
Non avea de aspettarlo alcun desio;
Ma per la pressa avanti non può gire,
Tanta è la folta di quel popul rio;
Sì sono e nostri stretti e inviluppati,
Che forza fo a fuggir da l'un de' lati.

Fugge Turpino, e Rugiero a le spalle,
Sin che condotti fôrno a un stretto passo,
Ove tra duo colletti era una valle;
La giù cade Turpino a gran fraccasso.
Rugiero a meza costa per un calle
Vide il prete caduto al fondo basso,
Ove l'acqua e il pantano a ponto chiude;
Embragato era quello alla palude.

Rugier ridendo del poggio discese
E il vescovo aiutò, che se anegava.
Poi che for l'ebbe tratto, il caval prese;
A lui davante quello appresentava,
E proferiva con parlar cortese,
Che lo prendesse, se gli bisognava.
- Se Dio me aiuti, - disse a lui Turpino
- Tu non nascesti mai di Saracino.

Né credo mai che tanta cortesia
Potesse dar natura ad un Pagano:
Prendi il destriero e vanne alla tua via:
Se lo togliessi, ben serìa villano! -
Così gli disse, e poi si dispartia
Correndo a piedi, e ritornò nel piano,
E trovò un Saracin fuor di sentiero:
Tagliolli il capo e prese il suo destriero.

E tanto corse, che gionse la traccia
De' Cristiani che ogniom fuggia più forte;
Non ve si vede chi diffesa faccia:
Chi non puotè fuggire, ebbe la morte.
Sei giorni e notti sempre ebber la caccia
Sino a Parigi, e sino in su le porte
Occisa fo la gente sbigotita:
Maggior sconfitta mai non fu sentita.

Tra' Cristïani sol Danese Ogiero
Fe' gran prodezze, la persona degna,
Ché di quel stormo periglioso e fiero
Riportò salva la reale insegna.
Preso rimase il marchese Oliviero,
Ottone ancor, che tra gli Anglesi regna,
Re Desiderio e lo re Salamone,
Duca Ricardo fo seco pregione.

De gli altri che fôr presi e che fôr morti
Non se potria contar la quantitate,
Cotanti campïon valenti e forti
Fôr presi, o posti al taglio de le spate.
Chi contarebbe e pianti e' disconforti,
Che a Parigi eran dentro alla cittate?
Ciascadun crede e dice lacrimando
Che gli è morto Ranaldo e il conte Orlando.