— Ah! sicuro... Sarà bellissimo. Ti divertirai.

Si avviarono lentamente verso l'uscio, scambiando, come per una subita, muta intesa, parole affatto estranee all'argomento di poc'anzi. Giunte all'uscio, si fermarono per un istante, con un nuovo indefinibile senso d'incertezza..., come se allora soltanto le colpisse l'ardua e pur già superata difficoltà di quel colloquio od un vago pentimento dell'emozione tradita.

Pure, all'ultimo momento, scambiarono un bacio, breve, caldo... quasi appassionato.

***

Nel rientrare, sullo scalone, ancora ingombro della splendida decorazione della notte, Marina s'imbattè con Sacha Dzworoff.

Il giovane scendeva sì frettolosamente, a capo chino, che Marina dovette scansarsi in fretta per non essere urtata.

— Oh! oh! mille scuse — sciamò Sacha — sono un vero stordito. Ma la credevo a letto e nel primo sonno. Invece è già in giro... fresca come una rosa.

In cuor suo pensava: Com'è smorta e sbattuta anche lei! Si scusò, adducendo gran premura.

Marina ebbe per un secondo l'idea di trattenerlo. Ma nol fece ed egli scese in fretta e furia l'ultima mano di scale.

Verso le due e mezzo, Marina era pronta per il concerto, e se l'avesse veduta Sacha in quel momento, non avrebbe formulata in cuor suo l'opinione di poc'anzi.