Un sudore pungente si levava alla radice dei capelli di Elisa. Ma, con un sorriso, ella prese la lettera e la depose nel cassettino.

— Per accendere il fuoco domattina.

— Ben inteso. Ma se invece... dovesse... allora gliela porterebbe lei, nevvero?

Ella non rispose; chinò solo il capo.

Egli tacque un istante. Un'espressione grave, qualcosa d'indicibilmente triste ed affettuoso si dipinse nei suoi sguardi.

— Povera mamma! disse Roberto a voce bassa e come smarrita. — Se avessi saputo! In fondo, non sono stato quello che avrei dovuto essere per lei... Intendo ciò ch'ella avrebbe voluto ch'io fossi, colle sue idee. No, non è mica solo per... per la circostanza che dico così. L'ho pensato delle altre volte, specialmente da che conosco lei. Voglio dire... È difficile a spiegarsi, ma lei capisce, nevvero?

— Capisco... Credo di conoscervi meglio forse di quanto conosciate voi stesso. So di quanto sareste capace, solo volendolo. E di questi pensieri, di questo volere, bisogna ricordarsi poi, non è vero?

La sua voce aveva un accento di infinita tenerezza.

Egli l'ascoltava, sorridendo.

— Com'è buona, — le disse poscia colla sommissione d'un fanciullo affettuoso. — Sa che le voglio tanto bene?