Ma ella sorrise, e disse rapidamente, ridendo:

— Oh Roberto, ma questo è un ricordo classico di scuola. Siete un vero epicureo.

E rimase anelante, quasi convulsa, colla contrazione di quel riso fissa sulle labbra.

Roberto arrossì violentemente sotto la sferza di quel ricordo di scuola, gettatogli in pieno volto.

Neppur questa volta ravvisò l'estremo terrore che aveva suggerito a lei come uno scampo, quell'allusione. Un avvilimento lo colse, un'ira contro di lei, contro sè stesso. Con un atto violento afferrò il cappello.

— Buon giorno — disse bruscamente, avviandosi verso l'uscio.

Ma una subita vergogna lo colse a mezza via. Si fermò; guardò quella donna pallida, che gli teneva dietro collo sguardo angosciato, ansioso.

Tornò indietro lentamente. Pareva ora davvero un fanciullo confuso, incerto del perdono.

Quando le fu vicino, stette immobile, aspettando. Essa gli porse la mano senza parlare, ma con una grande dolcezza di sorriso.

— A rivederci — gli disse.