— Appunto, perchè sono una sciocca...
Roberto tacque un istante, guardandola fiso nel bianco degli occhi, mentre ella cercava di trattenere sotto il fuoco di quello sguardo la voluta quiete della sua fisonomia.
— Lei, cara Contessa, è un angiolo, nè più nè meno. Ma ha un benedetto vizio. Di prendersela troppo facilmente per ciò che le dicono, o dicono gli altri.
— Ma Roberto....
— Sì, signora... è proprio così... Crede forse che, quando abbia fatto tanti sacrifici e contentata una massa d'imbecilli, questi le saranno grati o la compenseranno in qualche modo? Mai più. E così, tutto il bello e il buono della vita se ne va... per niente.
— Per niente! — echeggiò una voce di supremo desiderio nel cuore di quella donna!
— Guardi — proseguì Roberto... — faccia come me... faccia ciò che vuole, ciò che le pare. Io, vede, di quello che possano dire o far gli altri non m'importa affatto. È il mio metodo, e me ne trovo bene.
— Ma voi siete un uomo. Roberto.
— E lei è una donna. Ma dev'esser sempre una vittima perchè è una donna? Sacrificarsi sempre, perchè? Si vive una volta sola. Chi ce le ripaga le gioie che non abbiamo saputo godere?
Negli occhi di Roberto s'era accesa una strana intensa luce; le sue mani serravano, tremanti, quelle della Contessa.