Il corpo di Elisa ebbe un sussulto, un violento impeto verso quella direzione. Ma, con un'altra, con una forza più forte, ella si trattenne e rimase nella stretta delle mani di Marcello. Egli pure la tratteneva. Stettero in silenzio, in attesa; ella colla bocca semi aperta, colle pupille dilatate.
Si udì il tardo passo del portiere che andava ad aprire; ci fu un minuto di conferenza con un visitatore. Il portiere aveva ordini precisi: la signora, indisposta, non riceveva. Il visitatore non insistè. Si udì un passo giovanile che si allontanava, si udì il cigolìo del cancello che si richiudeva, il passo tardo del portiere che rincasava.
Elisa non si era mossa. Solo, tre volte, con un crescendo sommesso, stridente, echeggiò nella sala un nome, un appello, un addio, disperato come quello di un'agonia:
Roberto! Roberto! Roberto!
Poi... più niente... — Finita, l'ultima primavera!
Fine.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.