Un lampo di stanchezza, d'intimo disgusto passò nei grandi occhi azzurrini, tutta la persona ebbe una espressione accasciata e piena di sconforto.

— Ancora... sempre!... — mormorò la fanciulla. — E sempre per nulla. Son certa... lo sento che anche stavolta...

Ebbe un piccolo brivido. La lunga serie dei disappunti, dei tanti falliti tentativi, tornò, crudele, alla sua memoria.

Ma subito crollò le spalle.

— Sciocchezze, tutto ciò! E ad ogni modo bisogna tentare. Una volta o l'altra, oggi o domani, la cosa deve pur accadere!

Gettò sullo specchio un ultimo sguardo, si vide qual'era, bella, forte, risoluta. Ebbe un moto energico di approvazione. Prese un fine ombrello inglese (minacciava di piovere), il manicotto ed escì.

La cameretta di donna Marina Negroni era al terzo piano del palazzo d'Accorsi. Il duca d'Accorsi, uno straricco gentiluomo napoletano, aveva sposata la madre di donna Marina, vedova del conte Negroni, morto giovane e non ricco. Il secondo matrimonio della madre aveva fatto alla giovane Negroni, in casa d'Accorsi, una posizione speciale, non facile, ch'ella sosteneva con dignità, a dispetto di certe ardue complicazioni. Molti la invidiavano, ed ella non sconosceva i vantaggi materiali della sua posizione. Ma pensava risolutamente a farsene un'altra.

Donna Marina scese, per l'altezza di due piani, una stretta scala di servizio e giunse sul pianerottolo di un grande scalone di marmo bianco. Aprì uno dei grandi usci di noce riccamente intagliati, e si trovò in un'ampia e fastosa anticamera. Un piccolo crocchio di domestici avvertì il passaggio della fanciulla. S'alzarono, salutando rispettosamente, ma senza sperpero di umile ossequio. Ella rispose con un piccolo cenno del capo e passò, sollevando da sola la greve portiera di velluto che metteva alla sala vicina. Ne attraversò parecchie, ricchissime tutte, addobbate ed ornate colla più raffinata eleganza artistica. Celebre infatti, a Firenze, l'appartamento di gala della Duchessa d'Accorsi, splendide le feste da ballo che ella soleva dare e delle quali erano avidamente ricercati gli inviti. E così scelte... per l'appunto!

Donna Marina gettò, passando, uno sguardo su una pendolina in Vieux Sèvres, e affrettò il passo. Non percorse tutto l'appartamento, ma svoltando a destra, ed evitando la sala da ballo, riescì in una specie di salotto-serra, piena d'azalee in fiore e di piante esotiche. Giunta ad una porticina a vetri, quasi celata da uno splendido drappeggio di stoffa orientale, s'arrestò, e battè sul vetro, discretamente, due colpi.

Una voce non fresca, quasi roca, rispose: — Avanti.