—Per bacco!—disse il mozzo con molta simpatia professionale—capisco, sapete. Non c'è che dire, una bestia che non ha l'uguale. Vi rincrescerà, eh?

Drollino diede un guizzo coma se una serpe gli avesse morso il tallone.... Poi chiese impetuosamente:

—Cosa?...

—Oh bella!... che ve l'abbiano portata via. È una cosa curiosa, sapete, che ve ne siate stancato così, mentre, non c'è che dire, è ancora un fior di cavalla! E l'avete proprio voluta cedere al Duca!... Chissà, eh.... che buon affare?...

Uno spasimo passò sulla faccia di Drollino, ma egli rimase muto.

—Eh! si capisce. Se vi è venuto questo capriccio di girar il mondo, vi gioveranno più i denari che la cavalla. E a dirla schietta—continuò il mozzo, che s'era proprio messo in mente di voler consolar Drollino ad ogni costo—la Mia era ormai un po' sul tempo anche lei, come me! E poi il suo piccolo difetto ce l'aveva pure.... quello di non voler sentire gli spari.... E non s'è mai voluta correggere.... eh?...

—No—stridette Drollino—no!

Il vecchio mozzo si mise a ridere.

—Via, via!... non v'arrabbiate a questo modo. Si sa che avete fatto di tutto per toglierle quel vizio. È inutile.... ho provato anch'io. Una volta nella tenuta c'era un alzano che....

Ma la storia dell'alzano non progredì. Drollino, il quale era stato per un momento come sprofondato nelle sue riflessioni, si scosse bruscamente e s'allontanò a rapidi passi.