—Brava mamma! e me l'hai tenuta in conserva per tutto questo tempo, a malgrado....

Le vizze gote della Duchessa assunsero una tinta quasi giovanile.

—Aspettavo—disse semplicemente.—Ora, sì, che sarai felice!

—Credi? Ebbene, tanto meglio. Già, una fine bisognava farla, un giorno o l'altro.

La sega taceva, e l'odore del baccalà veniva meno nella brezza vespertina ch'era entrata da una finestra apertasi adagino adagino, senza che nessuno se n'avvedesse.

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«Alla signora Rhoda Lawson Spring—Lawson's cottage S.... shire

«Mi scuserà se questa volta non le scrivo in inglese; ma ho da dirle tante cose, cose serie e importanti e di confidenza, che bisogna proprio che gliele dica a modo mio. Non creda però che trascuri i miei esercizi o i miei temi...; cioè, adesso veramente.... ma però in avvenire.... Ohimè, vede come m'ingarbuglio?... Insomma, le prometto di non trascurare l'inglese, perchè è tanto bello, e perchè so che lei desidera ch'io non dimentichi ciò ch'ella ha avuto la bontà d'insegnarmi. E la prego di non far attenzione se questa lettera non è scritta bene, neppure in italiano, perchè la scrivo di nascosto, e senz'avere il tempo di pensare alla sintassi ed a quelle altre birberie così difficili della grammatica. Oh, cara signora Rhoda! se sapesse quante cose sono accadute da che le scrissi l'ultima volta, e che novità ci sono per la sua Milla!

«Certi momenti, mi par di sognare, e ho paura di svegliarmi; e certi altri momenti, non so da che parola cominciare per ringraziar il Signore. Mi accade, specialmente quando chiudo gli occhi, di figurarmi che l'aria, dove sono, sia diventata azzurra, come nel cielo che è in alto; è una stranissima cosa, che farà, ne son certa, meravigliare anche lei. Con tutto ciò, non creda che faccia delle follie; anzi, sono molto quieta, perchè vedo che il Signore ha voluto aprire davanti a me una bella strada verde, con tanto sole e dei fiori a bizzeffe. Insomma, mi proverò a dirle tutto quanto; e non so proprio perchè, essendo così felice e contenta, provo come una specie di timore nel dirle tutte queste cose.... guardi che sciocchezza!

«Si ricorda, quando le scrissi che volevo farmi monaca?... Per fortuna che la mia cara Madre Superiora mi consigliò di aspettare per provarmi la vocazione! Ora m'avvedo che avrei fatto un grande sbaglio! Ma allora m'era venuta quest'idea perchè avevo visto a morire la mia povera compagna Giulia Ferranito (ah! che dolore fu quello per me), e la mia cara amica Teresa Reccadei era uscita di collegio, e avevamo avuta in convento la vestizione di Maria San Fermo; cerimonia che mi aveva fatto un grandissimo effetto. A dir vero, avevo anche un altro motivo, ma quello non l'ho mai detto. M'era venuta una gran malinconia, perchè al giovedì tutte le altre allieve eran chiamate in parlatorio, e per me non veniva mai nessuno, mai nessuno! In quel giorno non facevo altro che piangere, e quando le mie compagne tornavano dalla grata e venivano, allegre, contente, a raccontarmi certe novità, io mi sforzavo a parere d'esser contenta anch'io, per non far loro dispiacere. Le monache erano, e son sempre state, buonissime per me; ma quel tal dolore della mamma che non c'è, è inutile, non si rimedia! Dunque (pensavo fra me) cosa andrei a fare io sola in quel mondo terribile, pieno di pericoli, di pene e di dolori, se non ho nessuno che si prenda cura di me e mi voglia bene, e m'insegni le cose che vanno fatte?... E per questo avevo in animo di farmi monaca, e di restar sempre qui con queste buone suore. Ma adesso.... oh Dio.... è tutto cambiato.... il mio destino, il mondo, tutto quanto!