Egli prese un'aria seria, quasi paterna.—Ah! se la sua Milla non fosse stata così bambina da dar retta a delle assurdità. Certamente, un tempo c'era stato qualche cosa. Ma....

—Ah! c'era stato?...—osservò Milla, mentre sulle sue gote pallide passava un rossore di fiamma.

Il Duca alzò le spalle e si mise a ridere.

—Certo—disse placidamente—ero un po' scapato ai miei tempi. E per farmi far giudizio ci volevi proprio tu....

Essa arrossì ancora, ma d'orgoglio questa volta, d'un orgoglio delizioso di donna amata!... E, col cuore pieno di gioia e di rimorso, tese la mano a suo marito.

Egli la prese, e Milla capì a qual punto era stata sciocca e bambina! Oh, sì! egli l'amava come essa amava lui, esclusivamente, e per sempre.... Il passato non esisteva più.... era un sogno svanito.

Tornarono ad Astianello, prima del tempo fissato.

Milla stava attenta, molto attenta! Giuliano sbadiglierebbe ancora?

No. Giuliano non sbadigliava.... almeno in presenza di Milla. Ma, certe volte, aveva un'aria un po' svogliata e, passeggiando sotto il viale a passi strascicati, tormentava colla punta degli stivalini lucidi certi poveri fiorellini, che proprio non ne avevan colpa.

Un giorno, Milla scese a colazione con una novità. Era una piccola matita elegantissima, tolta ad un carnet da ballo. E strettala fra le ditine cominciò a tracciare sul margine del giornale, che Giuliano aveva finito di leggere, qualche nome. La manina tremava un po', ma le parole eran tracciate bene.