Milla si sentì morire.... E mentre il vaporetto illuminato s'allontanava rapidamente sul mare, bianco di raggi lunari, essa diceva a sè stessa:

—Stanotte gli domanderò....

Giuliano era di cattivo umore tornando a casa. Lo sciampagna non valeva nulla, disse a sua moglie. E non aveva sonno. Era quasi impensierito. Non triste, un po' irritato. Pure, a Milla, pareva più affascinante che mai. E irritata anch'essa, malaccorta, impetuosa, entrò bruscamente a interrogare:—Perchè quei due avevan detto così?...

Giuliano s'alzò di botto, e sul viso stravolto di sua moglie lesse l'avvicinarsi d'una scena.

S'alzò, s'inchinò lievemente e passò nella camera vicina.

E Milla rimase col martellamento della gelosia, col dubbio d'essere stata una gran sciocca, col terrore d'aver offeso Giuliano. Era la prima volta che le accadeva tutto ciò.

All'indomani, al Nettuno la Duchessa parve a tutti molto pallida. Giuliano era più piacevole che mai, invece. Ma la povera sposa soffriva così visibilmente che, alla sera, non potè uscir di casa.... E due giorni dopo, un'animuccia, disgustata, sgomentata, tornava dond'era venuta, senza aver pagato all'eternità lo scotto d'un'umana esistenza.

Nel momento del pericolo, mentre si sentiva oscillare fra la vita e la morte, Milla ebbe una bizzarra parola. Disse a Giuliano:—Perdonami.

Il Duca, nell'angoscia stessa ond'era compreso, ebbe un istante di maraviglia. Poi capì. Più tardi, quando La Duchessa, ancora pallidissima nella sua veste da camera bianca, gli sorrideva, beata di sentirsi a rivivere e di vederlo tornato suo, egli le disse dolcemente:—Cattiva!

Ella chinò il capo, arrossendo. Oh! sì era stata tanto cattiva.... Aveva avuto certi pensieri.... Ma aveva sentito. E gli disse cosa aveva sentito.