—Olga!—aveva chiamata un'amica della signora, e la signora s'era fatta accompagnare in là da Giuliano. Quindici minuti dopo, le due società s'erano fuse in una sola, e la signora, che Giuliano aveva presentata a sua moglie, le usava mille gentilezze, le presentava alla sua volta i cavalieri del suo gruppo, e assicurava a tutti, con un sorriso singolarmente gentile, che la Duchessa Lantieri era proprio un'adorabile donnina!...
Milla non aveva mai visto Giuliano così animato. Si divertiva immensamente, fu brillantissimo, prodigò mille attenzioni alle numerose signore della brigata. Nella cena, che coronò splendidamente quella giornata campale, il Duca fu spiritosissimo, i suoi occhi azzurri ebbero certi strani lampi, come di sfida. La signora elegantissima rideva molto, eran tutti di buon umore, e lo sarebbe stata anche Milla, se non avesse afferrata al volo un frammento del colloquio imprudente di due vicini.
—Caso?... davvero?—aveva chiesto un signore accennando, con un lievissimo moto del mento, Giuliano e la signora elegantissima.
—Speriamo....—aveva risposto l'altro.
E s'erano guardati, ridendo, con una cert'aria, ammiccando.
Poi uno degli interlocutori aveva fatto, accorgendosi ch'ella era vicina.—St..., come per avvisar l'altro. E avevan cambiato discorso, con grande prontezza.
Allora essa sentì, per la prima volta, di non esser felice, sentì che fra quella donna e Giuliano c'era forse qualche cosa.... Ebbe un momento d'angoscia terribile, l'angoscia dell'incertezza.... Oh! quella cena terribile, lunga, così gaia per gli altri, così tremenda per lei....
Non disse nulla, sentì la suprema necessità della dissimulazione. Ma non potè impedirsi di osservare! E nell'osservazione, rimase astratta, confusa, quasi istupidita. Li guardava come incantata: erano abbastanza lontani da lei perchè la fissità del suo sguardo non paresse rivolta soltanto a loro.... Essi erano allegri entrambi, allegrissimi; quella signora lo trattava con una certa cordialità serena, indulgente. Egli aveva l'aria contenta, molto contenta; essa da lontano le mandò un sorrisetto amichevole, festoso, a cui la Duchessa tentò rispondere con uno sforzo che le parve faticosissimo. Il mare, sotto all'impalcato, diceva, nell'eccitamento ondoso della notte sopraggiunta, delle cose gravi e severe, che nessuno ascoltava. I tappi delle bottiglie volavano ad ogni momento, oltre le balaustre di legno, e andavano a posarsi sui dorsi e sulle irrequietudini delle spume candide, nel buio.
Finalmente, quell'angoscia crudele ebbe fine. La Baronessa e la sua comitiva s'imbarcarono per Livorno.
Ma non prima d'aver combinato coi bagnanti della Spezia una seconda gita. C'erano le regate a Genova; s'andrebbe tutti assieme alle regate.