Finalmente, su quella faccia stravolta passò il lampo d'un pensiero che vinceva. Drollino cacciò la pistola nella tasca interna della giacca che indossava, poi ricacciò tutti assieme e confusamente i panni nell'interno della cassapanca.
Giunto a casa, chiese della Duchessa. La febbre era aumentata.
L'indomani, cadde la prima neve e seppellì nel bianco silenzio invernale gli orizzonti della splendida villa. Una grande malinconia invase al casa. Il Duca non si vedeva quasi più, e Milla, da più giorni non si alzava. Il freddo capitato così improvvisamente, le aveva fatto male. Non già che soffrisse molto; anzi, s'era come adagiata in una grande quiete funesta, le pareva di sentirsi cullata nella progressione lenta, molle d'un'atonia che l'assopiva dolcemente. E se a capo di questa progressione ci fosse anche la fine.... ebbene.... tanto meglio!... Così non si poteva vivere. Umiliarsi, ella?... tanto offesa.... dimenticare? Ah no!... piuttosto morire, morire....
Giuliano era, dal canto suo, profondamente agitato. Un rimorso grave turbava quell'anima impotente. Egli provava il sincero desiderio di salvare quella donna, che alla sconfinata vanità di lui offriva l'olocausto della propria vita. Lungi dall'immediato dominio di Olga, egli tornava in sè, si pentiva d'averla amata ancora, gli pareva d'abborrirla. S'inteneriva sulla sorte di sua moglie, piangeva spesso, uscendo dalla camera azzurra. Avrebbe pur voluto (egli che detestava le scene) cadere ai piedi di Milla, dirle che però, in fondo, non era colpevole come forse ella lo credeva.... implorare cionnullameno il suo perdono... giurarle, e mantenerle poi, una fede sincera e.... assoluta.
Tentò due o tre volte una spiegazione. Ma essa lo guardò con un'alterigia così profonda, così glaciale, ch'egli interruppe subito i preliminari e rimise la spiegazione a.... più tardi.
Un giorno, la Carolina annunziò a Drollino una cosa che le faceva molta pena. La Duchessa aveva mandato a chiamare il padre Loria.
Drollino non disse nulla più che il suo solito «Ah!» ma lo disse con un accento rauco, quasi gutturale.
Allora la Carolina volle rassicurarlo. Oh! oh!... non era già perchè proprio si fosse a questi estremi; ma la signora Duchessa era tanto pia, e poi.... forse....
Drollino rimase serio, cupo, cogli occhi fissi sul tavolone dove si stirava.
Nevicava fitto fitto, a grandi falde, lente e sfioccate, e il padre Loria giunse sotto l'atrio in uno stato proprio compassionevole. Mentre si asciugava davanti al fuoco acceso nel gran camino della stanza da pranzo, il duca venne a incontrarlo. Il colloquio fu breve, riuscì freddo, quasi come la giornata. Il prete e il padrone di casa si studiavano a vicenda, e a vicenda diffidavano l'uno dell'altro.