Giuliano ebbe due o tre frasi un po' contorte; raccomandava di non stancare la Duchessa, già piuttosto deboluccia, poveretta. Il padre Loria ebbe due o tre mosse del capo, che non rassicurarono al tutto il Duca. Ma questo dovette pure mormorare un cortese:—S'accomodi,—sulla soglia della camera azzurra, e ritirarsi adagino, mentre la dolce figura paterna del sacerdote s'accostava lentamente al letto di Milla.
Il padre Loria non fece certamente apposta a inquietare e a stancare la Duchessa Milla, ma certo è che la inquietò e la stancò orribilmente, e il loro colloquio riuscì critico e tempestoso. Fu un vero duello tra l'autorità e la ribellione.
Milla gli narrò ogni cosa con uno sfogo febbrile, con tutto l'impeto del suo risentimento, col bisogno di simpatia che la torturava. Gli narrò, con subita energia, il suo amore pel marito, e il dolore che sentiva roderle la vita, come il verme rode la radice d'un fiore. Oh! essa l'aveva amato tanto.... così ardentemente.... No, la sua mitezza non era stata vigliaccheria, la sua docilità, tenera, inesauribile non era la debolezza d'un'anima inetta al dominio; era stato un volere ragionato, era la sua interpretazione dell'amore, era una insaziabile necessità di sacrifizio, una manìa innamorata di abnegazione! Essa si era fidata.... aveva voluto fargli vedere che si fidava!... Voleva a tutti i costi bastare al cuore di quell'uomo! E tutto ciò non era valso a nulla. Era caduto un'altra volta ai piedi di quella.... E ora?
Il padre Loria la lasciò dire. Ma, quando essa ebbe finito, quando, ancor tutta fremente del suo sfogo, si lasciò ricadere sui guanciali con un gesto risoluto, egli prese a parlare.
Non fece discorsi lunghi.
—La comprendo e la compatisco,—mormorò dolcemente. Poi, mentr'ella lo guardava smarrita cogli occhi grondanti lacrime, ingiunse pacatamente:—Ora bisogna far due cose. La prima: perdonare.
Essa ebbe un lungo brivido.—E poi?—chiese con un'appassionata ironia.
—Bisogna vivere....—rispose semplicemente il padre Loria.
Un'ora dopo, quando il vecchio prete uscì dalla camera della Duchessa, s'imbattè subito col Duca, il quale, impaziente ed inquieto per il lungo protrarsi del colloquio, camminava a gran passi in su ed in giù nel corritoio. Confessore e marito scambiarono un saluto cortesissimo.... ancor più cortese di quello dell'arrivo.... ma non meno diffidente e pieno di mutua avversione.
Giuliano sentiva qualche cosa nell'aria. La minaccia, per esempio, d'una spiegazione, che ora, suggerita dal prete, gli pareva di nuovo formidabile ad incontrarsi. E fu per lui un vero sollievo quando udì dalla cameriera che la signora, stanchissima, aveva raccomandato la lasciassero riposare.