—Ci sarebbe Calif,—rispose Drollino, dopo aver pensato alquanto.

Calif, ai suoi giorni, era stato un fiero corridore, ma ora era vecchietto assai e aveva smesso ogni baldanza.

—Bravo! Calif; per l'appunto. Sai cosa voglio fare?... Voglio montare a cavallo.

—Lei!—disse Drollino attonito.

Era noto a tutti, nella tenuta, che quell'angiolo della Duchessa aveva sempre avuto una paura terribile dei cavalli.

—Sicuro....—continuò Milla.—Il Duca avrebbe tanto caro che imparassi. E ora, capisci, approfittando delle sue assenze, voglio fargli questa sorpresa.

Drollino represse una specie d'amaro sorriso, e stette immobile, ascoltando.

—A Nizza avevamo provato, in maneggio; ma sai, non vi riuscivo bene. Ho paura di non esser molto coraggiosa.... Oppure non sapevano insegnarmi. Ma ora, m'insegnerai tu, nevvero?

—Io?—disse impetuosamente, quasi spaventato, Drollino.

—Tu, sì....—rispose Milla ridendo—cominciando da oggi. Ho la sella e tutto l'occorrente. Va a far sellare Calif, e aspettami in maneggio. Io mi vestirò frattanto, e fra mezz'ora scenderò.