— Siete stanca? — gli chiese — soffrite?

— No; addio.

Ma non ritrasse la mano, ch'egli teneva tuttora fra le sue.

Quei due si guardarono ancora, col fascino delle loro arcane angoscie. Egli, sopratutto, cercava d'imporle la forte potenza della sua penetrazione di indovinare il mistero di lei. Ma essa lo celava, rigida, fissando lui.

Leonardo lasciò andare la mano di quella donna. Gli era venuta una strana tentazione, quella di serrarla sì forte da attirar lei, tutta quanta, sul suo cuore. E quando ella fosse lì, chiederle aspramente:

— Ma cos'hai, tu, cosa intendi di fare?

Non fece nulla di ciò. Fece bensì qualcosa di insolito, le disse qualcosa che non aveva mai osato dirle.

— Sentite, donna Costanza. Oggi non vi intendo. Mi parete un'altra, non siete voi. Qualcosa vi turba, questo è certo. Parmi avvertire che abbiate presa una risoluzione. Quale sia, non lo so. Questo so e vi dico: Che il giorno in cui abbiate d'uopo di un cuore devoto, tutto vostro, in qualunque modo, sotto qualunque titolo, ebbene, quel giorno ricordatevi di me. E ora: a rivederci e buon viaggio.

Costanza non finse, stavolta, di non aver capito. Una fiamma rosea le aveva suffuso il volto. Il suo sguardo profondo seguì Leo sino all'uscio. Ma quando vide ch'egli aveva girata la maniglia, ella ebbe un appello imperioso ed irresistibile.

— Leo!