Sentì qualcosa di molto freddo che gli sfiorava il cuore. Passò oltre, salì lentamente le scale e si avviò verso la sua camera.
La cameriera gli tenne dietro ed aprì l'uscio.
La prima cosa che colpì lo sguardo di Leo fu, al centro del tavolino, il mazzo di rose ch'egli aveva il giorno avanti donate a donna Costanza. Accanto alle rose, una lettera indirizzata a lui.
— Chi ha recato quei fiori e quella lettera? — chiese impetuosamente alla donna.
— Io... — rispose questa, — per ordine della signora Varalli. Stamane, prima di escire, mi disse di portarli in camera sua, ma non prima del tocco. Ora è il tocco e mezzo.
Egli tacque un istante, come tace un uomo quando ha ricevuto sulla nuca un colpo violento. Poi disse:
— Sta bene, andate pure.
Quando fu solo, aperse quella lettera. Donna Costanza gli scriveva così:
Amico Carissimo,
«Avete promesso di non meravigliarvi di nulla e di non chieder nulla. Perciò vi scrivo.