— A piedi e sola.
— Non aveva lasciata ambasciata alcuna per lui?
— Sì. Aveva lasciato il buon giorno e la preghiera di non attenderla a colazione.
Leo non volle tradire, davanti all'ossequiosa faccia del portinajo, l'ingrata sorpresa di quell'informazione.
— Sta bene, — disse. E passò nella salle à manger.
Sedette a un tavolino e ordinò qualcosa.
Ma non mangiò guari. Guardava ora la seggiola vicina, ora l'uscio d'entrata. Ad ogni muover del battente provava una scossa, si attendeva a veder tosto incorniciata nel vano quell'alta, elegante persona. Ma no... era sempre qualcun'altro e una sorda collera ribolliva nel cuore di lui. Ogni tanto, con un violento sforzo, cercava di acquietarsi, col pensiero di un capriccio, di uno scherzo di lei. Tornerebbe fra poco, confusa, sorridendo, vantandosi delle sue prodezze. Gli venne l'idea di andarla a cercare, doveva esser poco lungi, nei pressi dell'Hôtel. Abbreviò la colazione, escì in fretta, girò a lungo nei pressi dell'Hôtel. Poi tornò frettolosamente all'Italia... forse ella era venuta durante la sua assenza...
Si arrestò davanti alla stolida faccia del guardaporte che sollevava il suo berretto gallonato.
— La signora?
— Non è tornata.