Ma Diana aveva sospirato, senza saperlo e solo per lo sconforto di non poter fare intendere la vera causa dei suoi terrori. Più volte avrebbe voluto confessarsi alla Contessa. Ma non osava, atterrita dalla severità dei loro comuni principî, dall'austerità della vita ch'ella aveva sempre condotto, dall'orgoglio di pura esistenza ch'ella sapeva riposto in lei da sua madre. Temeva di arrecarle un colpo troppo crudele, lasciandole vedere quanto ella fosse già calata nell'abisso. Temeva di udirsi a condannare, di vedersi aborrita e respinta.

Errore! Dio solo sa quanto può intendere e perdonare chi, pur lottando, non soggiacque! Ma Diana era giovane ed ignorava questo anche perchè aveva, in tutto, delle idee troppo logiche e per conseguenza, estreme.

Un giorno, sola in giardino, aveva veduto alzarsi dietro una siepe la pallida e tormentata faccia di Alberto. Non s'erano parlati, ma in quella rapida apparizione essa aveva trovata la conferma dell'immutato ed esigente amore di lui. No!... egli era sempre determinato, era quale le era apparso a Rezzano, nell'ultimo istante. — Aspettava.

E così; ella si sentiva presa tra due fuochi.

IV.

Leone stava comodamente seduto in una lunga poltrona di giunco, sul limitare del porticato aperto sul giardino. Aveva accanto un tavolino carico di quanto potesse occorrergli e teneva fra le mani un giornale spiegato. Ma egli non leggeva e il suo sguardo correva, furtivo e un po' inquieto, dietro due figure femminili erranti pel giardino.

Egli era ora quasi al tutto guarito ed aveva incaricata sua suocera di parlare a Diana in favor suo. La pecorella smarrita chiedeva di far ritorno all'ovile.

La contessa Galli, lietissima della santa missione, aveva colta la prima occasione, quella cioè della passeggiatina ch'ella e sua figlia erano solito fare ogni giorno, dopo colazione, in giardino.

Giardino, per modo di dire. — C'erano i soliti comparti di bosso sì cari ai nostri nonni, la solita montagnuola, fresca dell'ombra di un vicinissimo boschetto di cipressi e d'ippocastani, ornato d'un tavolo e di qualche seggio di pietra, nonchè di un parapetto, dal quale si poteva godere lo spettacolo della pianura senza fine e quello di una larga gora che stagnava all'esterno, costeggiando la base del muro di cinta. I sentieri si serbavano a mala pena, tanto erano scarsamente battuti.

La contessa Galli condusse sua figlia sulla montagnuola e sedette. Diana rimase in piedi. Indovinava, a un dipresso, le intenzioni di sua madre, sentiva venir la burrasca, senza poterla evitare.