Gli sguardi si smarrirono nell'infinito del reciproco ardore... le labbra si protesero e il lungo forte bacio scoccò, col suo sapore di dolcezze ineffabili. E appena divise, quelle labbra tornarono ad unirsi, ancora... ancora... due, tre, dieci volte...
Finalmente ella si liberò da quella grandine. Mosse un passo addietro ed ebbe un grande gesto di rinuncia, il gesto di una regina che abdica.
— Alberto, gli disse recisamente, portami via!
— Via?... chiese Alberto... tentando un altro bacio che essa evitò.
— Portarmi via, ripetè Diana. Dove vuoi... non importa ma via... subito... intendi?...
Il giovane la guardava sbalordito, cercando dì raccapezzare le proprie idee di fronte a quella strana domanda. Ella aggrottò le ciglia e guardandolo con gli occhi pieni di delirio:
— Esiti?... gli chiese.
Era sì fremente, sì disperata, sì bella, ch'egli trovò, in quell'istante, il coraggio di un'immensa follia.
— No... disse... ti amo!
Allora essa lo avvinghiò colle braccia, lo baciò con furiosa veemenza. Poi si scostò e gli disse: