— Perchè non si sono sposati? — chiese con una voce senza accento... stranamente pallida.
— Perchè Mrs. Alloys morì, — s'affrettò a dire Dino, — morì d'una malattia fulminante. Eh! ci furono dei funerali splendidi, i giornali erano pieni di notizie sul conto di quella poveretta. Si susurrò che Sir Alano...
Interruppi stavolta, recisamente; Ma ancora Ninì mi fe' cenno di tacere, ancora si rivolse a Dino. — Ebbene? — disse.
— Sua madre lo condusse via. Vedo che sono qui, ora. Quella povera donna, mezza morta com'è, non lo lascia mai. Poi, siccome chiodo caccia, chiodo, vorrebbe, prima di chiudere gli occhi, fargli prender moglie. Ma è certo che non la prenderà per ora... ammenochè...
— Ammenochè? — chiese Ninì, che s'era fatta assai pallida.
— Ammenochè non trovi una persona che som... Tò!... che si fa ora?
Quel rapido mutamento di parole era cagionato da un movimento generale delle persone riunite nel gran salone. Alcuni valletti avevano allontanato il piano e andavano rimovendo i mobili dal centro della sala.
— Scommetto che si balla! — sclamò Alice entusiasmata.
Si ballava infatti. C'era molta gioventù quella sera, avevan chiesti ed ottenuti i tradizionali quattro salti.
Le vicende di quella danza improvvisata mi separarono tosto da Ninì e dagli Ardinelli. Credo che i miei ballerini furono quella sera assai scontenti di me. Ballavo come un automa, senza prestar loro la minima attenzione, assorta, qual'ero, nell'angoscia del recente e sciagurato episodio. Serbavo bensì una vaga speranza che Ninì non avesse dato gran peso alle chiacchiere di quei due ragazzi, ma in pari tempo pensavo al morboso orgoglio della mia amica, alla sua strana, assoluta idea dell'amore. I miei sguardi erano sempre in traccia di Ninì, cercavo indovinare qualcosa nei suoi moti, nei suoi gesti. Ma nulla traspariva in lei dell'interna tempesta, ella danzava, chiacchierava colla solita sua calma regale.