1544, da Roma, del 3 d'aprile: de' dì 29 di marzo.

Archivio Buonarroti. Di Roma, (11 di luglio 1544).

CXLIX.[166]

Lionardo. — Io sono stato male: e tu a stanza di ser Giovan Francesco se' venuto a darmi la morte, e a vedere s'i' lasco niente. Che non v'à tanto del mio a Firenze che ti basti? tu non puoi negar di non somigliar tuo padre, che a Firenze mi cacciò di casa mia. Sappi che io ò fatto testamento in modo, che di quel ch'i' ò a Roma, tu non v'ài più a pensare. Però vatti con Dio e non m'arrivare innanzi e non mi scriver ma' più, e fa' a modo del prete.

Michelagniolo.

(Di mano di Lionardo.)

1544. Ricevuta addì 11 di luglio in Roma.

Archivio Buonarroti. Di Roma, (6 di dicembre 1544).

CL.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.