Lionardo. — Io non vo' però mancare di quello che più tempo ò pensato; e questo è d'aiutarti, quando intenda che tu ti porti bene: però in questa sarà una che va a Giovan Simone e a Gismondo, dov'io scrivo loro quello che mi pare da fare per te; ma non lo voglio fare se non me ne consigliono: però dàlla loro e di' che mi rispondino.

Michelagniolo Buonarroti in Roma.

(Di mano di Lionardo.)

1544. Ricevuta addì 11 di dicembre: de' dì 6 di detto.

Archivio Buonarroti. Di Roma, (27 di dicembre 1544).

CLI.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — Io ò dato qui nel banco degli Covoni scudi dugento d'oro in oro che vi sien pagati costà, per farne quello che per l'ultima mia vi scrissi: però anderai a' Capponi con Gismondo, o con Giovan Simone, e e' vi saranno pagati; cioè vi sarà dati scudi dugento d'oro in oro, com'io ò dati qua. E la intenzione mia è, che Giovan Simone e Gismondo gli mettano in lor nome per te in su l'arte della lana, che pare a voi sien sicuri; e che io non ne sia nominato in conto nessuno: con questa condizione, che i frutti sien tua e che di detti danari non se ne possa mai disporre, nè levare, nè fare altro, se voi non siate tutti a tre d'acordo, cioè Giovan Simone e Gismondo e tu. E quando gli mettete in su la bottega, circa all'aconciare bene le scritture, acciò non si facci errore, vorrei che tu chiamassi Michele Guicciardini che vi fussi presente con Giovan Simone e Gismondo; perchè credo che intenda: e da mia parte verrà volentieri. E dipoi fammi scrivere da Giovan Simone e da Gismondo la ricevuta di detti danari, e come avete aconcio la cosa: e racomandami a Michele. E quando o Giovan Simone o Gismondo non possino venire teco a pigliare detti danari, saranno dati a te solo e porter'agli loro, che se ne facci come di sopra è ditto.

E quando fate a' Capponi la ricevuta di detti danari, fatela per tanti ricevuti gli Covoni da Michelagniolo in Roma.

Con questa sarà la lettera de' Covoni che va a' Capponi, per la quale vi saranno pagati i detti danari.