Di Roma, 1545, addì 27 di magio: de' dì 23 detto ricevuta.
Museo Britannico. Di Roma, (1545).
CLVII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ti scrissi sabato passato che àrei avuto più caro dua fiaschi di trebbiano, che otto camice che tu m'ài mandate. Ora t'aviso come ò ricievuto una soma di trebbiano, cioè 44 fiaschi, de' quali n'ò mandati sei al Papa e a altri amici, tanto che gli ò allogati quasi tutti, perchè io none posso bere; e benchè io ti scrivessi così, non è però che io voglia che tu mi mandi più una cosa che un'altra. A me basta che tu sia uomo da bene, e che ti facci onore e a noi altri.
Michelagniolo in Roma.
Archivio Buonarroti. Di Roma, ( di luglio 1545).
CLVIII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Del trebbiano io feci la ricevuta al vetturale che lo portò, di quaranta cinque fiaschi, e scrissiti che tu non mi mandassi niente, e così ti scrivo di nuovo, se io non te ne richieggo. Del trovare partito de' danari, e' mi pare che Giovan Simone la 'ntenda meglio di te, perchè nell'andare adagio si fa manco errori. Voi avete da vivere e non siate cacciati; però bisognia aver pazienzia e far poco romore, acciò che e' non vi sien tolti; e quando potrò, ve ne manderò degli altri insino al numero promesso.