(Di mano di Luigi del Riccio.)

Di grazia messer Piero Capponi fate dar súbito.

(Di mano di Lionardo.)

1546, di Roma a dì.... di gennaio ricevuta: de' dì 9 (sic) detto. Di messere Michelagnolo Buonarroti.

Archivio Buonarroti. Di Roma, (6 di febbraio 1546).

CLXII.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — Tu se' stato molto presto a darmi aviso delle possessione de' Corboli: io non credetti che tu fussi ancora a Firenze. Che à' tu paura che io non mi penta, come forse se' stato imburiassato? e io ti dico che voglio andare adagio, perchè e' danari gli ò qua guadagniati con quella fatica che non può sapere chi è nato calzato e vestito come tu.

Circa all'esser venuto a Roma con tanta furia, io non so se tu venissi così presto, quand'io fussi in miseria e che e' mi mancassi il pane: basta che tu gitti via e' danari che tu non ài guadagniati. Tanta gelosia ài di non perdere questa redità! e di' che gli era l'obrigo tuo venirci per l'amore che mi porti: l'amore del tarlo! Se mi portassi amore, m'àresti scritto adesso: Michelagniolo, spendete i tremila scudi costà per voi, perchè voi ci avete dato tanto, che ci basta: noi abbiam più cara la vostra vita, che la vostra roba.

Voi siate vissuti del mio già quaranta anni, nè mai ò avuto da voi, non c'altro, una buona parola.