Lionardo. — La casa della via de' Martegli non mi piace, perchè non mi pare che sia strada da noi: quella dell'Arte della lana nella via de' Servi, poi che v'è buon sodo, se è al proposito di stanze e d'altro, pigliàtela: e avisatemi de' danari che vi mancano e io súbito ve gli farò pagare. Ma abiate cura di non esser fatti fare; che questo romore del volere comperare una casa non facci l'incanto artifizioso. A me parrebbe di vederla, ciò è che voi la vedessi prima molto bene, e informarsi della valuta: e quando vedessi che 'l prezzo non fussi gusto, lasciarla a chi la vuole: perchè i danari non si truovon per le strade. Pure, come ò detto, io vi manderò i danari che mancheranno, e dòvi libera commessione di tôrla e non la tôrre, come a voi vi pare. Altro non m'acade. Avisatemi quello avete fatto.
A dì venti nove aprile.
Io non dico circa la compera che e' s'abbi a guardare in dieci scudi, ma in una cosa disonesta.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Archivio Buonarroti. Di Roma, (30 d'aprile 1546).
CLXVI.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ebbi le camice: dipoi intesi per un'altra tua d'una entrata d'un mulino che si poteva comperare, e ultimamente mi scrivi d'un'altra possessione presso a Firenze. El mulino non mi piaqque, perchè non mi fido d'entrata in su l'aqqua, e anche questo di che mi scrivi ora mi par troppo in su le porte. Quando si trovassi qualche cosa discosto otto o dieci miglia, mi parrebbe più al proposito, ma non ci è fretta. Però none far tanto romore. Altro non mi acade. Quand'io non rispondo alle tua, pensa che io ò il capo a altro che a scrivere. Racomandami al Guicciardino e alla Francesca.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.