A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — Intendo per la tua come ài messo un mezano overo sensale per conto della casa de' Buondelmonti, e come intendi che la spesa è 2400 scudi. Di così mi scrivesti per l'altra. Parmi un gran numero di danari, e non credo se cercon di vendere, che in questi tempi gli truovino di contanti, come farei io. Però tu anderai intendendo e avisera'mi, e in questo mezo potrai cercare d'altro; e come ti scrissi nel Quartier nostro mi piacerebbe; ma l'empiersi le vôlte d'acqua, non mi pare di poca importanza. Circa il cominciare a mandare costà danari, vorrei mandargli per la via usata, come a tempo di messer Luigi,[183] cioè che e' vi fussino pagati costà da' Capponi, e sapere a chi io gli ò a dare qua; però se lo puoi intendere da' detti Capponi, avisa, perchè comincierò[184] a poco a poco i danari per detta casa.

Michelagniolo in Roma.

(D'altra mano.)

Ser Olivieri date súbito ch'è di amico e importa.

(Di mano di Lionardo.)

1546, di Roma, addì 27 di gennaio: de' dì 22 detto.

Archivio Buonarroti. Di Roma, 11 di febbraio 1547.

CLXXIV.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.