Michelagniolo in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, (1547).
CLXXVIII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ò inteso per le vostre, del podere del Fraschetta: basta, non bisognia più pensarvi. Tu mi scrivi che la casa della via de' Servi s'è venduta allo incanto e che la non era a ogni modo al proposito: e pur par che vi fussi piaciuta prima, secondo mi scrivesti; ma se è venduta, sia pel meglio. Di quella di Giovanni Corsi, di che ora mi scrivi, intendo di quella che è in sul canto della piazza di Santa Croce, riscontro la casa degli Orlandini, la quale a me piace, se piace a voi: ma dubiterei forte del sodo quando si vendessi: però vendendosi e facendo noi disegnio di comperarla, bisognia aprir ben gli ochi. Se è in vendita, avisatemi di quel se ne domanda. Io so che è casa antica, e credo che dentro sia molto mal composta. Ò ricievuto una soma di trebbiano, manco sei fiaschi, di quaranta quattro; tre rotti e tre n'è restati a la dogana, e dieci n'ò mandati al Papa. Dio voglia che e' riesca buono. Altro non m'acade. Racomandami al Guicciardino, a la Francesca e a messer Giovan Francesco.
Michelagniolo in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, ( di settembre 1547).
CLXXIX.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Stasera al tardi ò una tua lettera, e ò poco tempo da scrivere. Circa la casa de' Corsi, mi fu detto l'altra volta che me ne scrivesti, che v'era un vicino rico che era per tôrla, e non la togliendo, dubito non sia cosa pericolosa: però aprite gli ochi, che non comperiate qualche piato. Del resto se vi piace, per gusto prezzo pigliatela, se la potete avere. Circa la limosina a me basta esser certo che l'abiate fatta, e basta aver la ricievuta dal Munistero, e di me non avete a far menzione nessuna. Del bambino del Guicciardino n'ò avuto quella passione che se fussi mio figliuolo: confortagli a pazienzia e racomandami a loro. A messer Giovan Francesco mi racomanda e ringrazialo e digli, che s'io non fo verso di lui il debito, che m'abi per iscusato, perchè sono in troppe noie e massimo ora che ò perduto il porto,[187] resto a vivere in su' danari sechi.[188] Idio ci aiuti. Altro non mi acade. Di' a messer Giovan Francesco che mi racomandi al Bugiardino,[189] se è vivo.