Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, (1547).
CLXXXII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ti scrissi circa il tôr donna: che t'avisai di tre che m'era stato parlato qua, l'una è una figluola d'Alamanno de' Medici, l'altra figluola di Domenico Gugni, e l'altra figluola di Cherubin Fortini. Io none conosco nessuno di questi: però non te ne posso dir nè ben nè male, nè consigliarti più dell'una che dell'altra. Però se Michele Guicciardini volessi durarci un poco di fatica, potrebbe intender che cose sono e darcene aviso; e così se avessi notizia d'altro. Però prièganelo da mia parte e racomandami a lui. Circa il comperar casa, a me pare che innanzi al tôr donna sia cosa necessaria, perchè quella dove state so che non è capace. Però quando me ne scrivi, fa' ch'i' possa intendere le lette[190] se vuoi ch'i' ti risponda del parer mio. Messer Giovan Francesco ancora circa a questi casi potrebbe dar qualche buon consiglio, perchè è pratico e vechio: racomandami a lui. Ma sopra tutto bisognia il consiglio di Dio, perchè è gran partito: e ricòrdoti ancora che dalla moglie al marito almen vuole esser sempre dieci anni di differenzia, e aver cura che oltre alla bontà sia sana. Altro non ò che dire.
Michelagniolo in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, (1547).
CLXXXIII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ò ricievuti quattordici marzolini, e dicoti quello che altre volte t'ò scritto, che non mi mandi niente, se io non te lo fo intendere.