CXC.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — Egli è stato oggi a me con una tua lettera uno che dice che è figliuolo di Lorenzo del Cione vetturale, per il fardello de' contratti che io scrissi di mandarti. Io non lo conosco, ma credendo che e' sia quello che tu mi mandi per essi, gniene do, e pure con sospetto, perchè è cosa che 'mporta assai. Alla ricievuta mi scriverrai per il medesimo e io gli donerò qualche cosa, come ti scrissi. Io l'ò messo in una scatola e rinvóltola bene doppiamente in panno incerato, in modo è ammagliato, in modo che l'aqqua non gli può far danno. Altro non ò che dire. A dì non so, ma oggi è Befania.

Nel libro de' contratti v'è una lettera del conte Alessandro da Canossa,[195] che io ò trovato in casa a questi dì; il quale mi venne già a visitare a Roma come parente. Àbine cura.

Michelagniolo Buonarroti in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, (16 di gennaio 1548).

CXCI.[196]

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — Io ò per l'ultima tua la morte di Giovansimone.[197] N'ò avuto grandissima passione, perchè speravo, benchè io sia vechio, vederlo inanzi ch'e' morissi, e inanzi che morissi io: è piaciuto così a Dio: pazienzia! Àrei caro intendere particularmente che morte à fatta, e se è morto confessato e comunicato con tutte le cose ordinate dalla Chiesa; perchè quando l'abbia avute, e che io il sappi, n'àrò manco passione.

Circa le scritture e' libro de' contratti che io ti scrissi che tu mandassi il mulattiere per essi, io le dètti a quello che venne con la tua lettera, e fu el dì di Befania, se ben mi ricordo, che credo che sieno oggi dieci dì; e dèttigniene in una scatola grande rinvolta in panno incerato, amagliata e bene aconcia: però cerca d'averla e avisami della ricievuta, perchè importa assai. Altro non ti posso dir per questa, perchè ò ricievuta la lettera tardi e non ò tempo da scrivere. Racomandami al Guicciardino e a la Francesca e a messer Giovanfrancesco.