Michelagniolo Buonarroti in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, ( di gennaio 1548).

CXCII.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — Io ò per la tua la ricievuta della scatola co' libro de' contratti, e come a tempo: e così pensavo che bisogniassi. Della casa de' Corsi mi pare da stare a vedere più che si può, per non essere fatto saltare. Della compagnia non acade che mi mandi copia, perchè non me ne intendo. Se tu farai bene, tu farai per te.

Circa la morte di Giovansimone, di che mi scrivi, tu la passi molto leggiermente, perchè non mi dài aviso più particolare d'ogni cosa e di quello che gli à lasciato. Io ti ricordo che gli era mio fratello, e come e' si fussi, e' non è che non mi dolga, e voglia che e' si facci del bene per l'anima sua, com'io ò fatto per l'anima di tuo padre: sì che guarda a non essere ingrato di quello ch'è stato fatto per te, che non avevi nulla al mondo. Mi meraviglio di Gismondo che non me n'abbi scritto niente, perchè toca a lui come a me; e a te toca quello che noi vogliàno e non più niente.

Michelagniolo in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, ( del febbraio 1548).

CXCIII.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.