A dì cinque d'aprile 1549.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Io àrei bene avuto caro che inanzi che avessi tolto donna, avessi comperato una casa più onorevole e capace che quella ove siate, e io v'àrei mandati i danari.
Questo ch'io ti scrivo di quella de' Ginori, te lo scrivo solo perchè sono stato pregato, non perchè pigli più una che un'altra. Fa' pure secondo che ti va a fantasia e non aver rispetto nessuno, come altre volte t'ò scritto. A me basta saperlo inanzi al fatto: però cerca e pènsavi e non indugiare, quando abbi il capo a simil cosa.
Museo Britannico. Di Roma, 13 d'aprile 1549.
CCXVIII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ò avuto la ricievuta de' cinquanta scudi dal Munistero. Piacemi che gli abbi allogati bene, nè acade dirne altro. Per l'ultima mia ti scrissi come ero stato pregato ti déssi aviso d'una figluola di Lionardo Ginori; e così feci. Àspettone risposta, per rispondere a l'amico mio: e benchè io t'abbi dato questo aviso, non fare però se non tanto, quanto a te piace e non guardare al mio scrivere. Cònsigliati bene, e se non te ne contenti, rispondimi senza rispetto, acciò possa licenziare l'amico. Io ti scrissi che àrei avuto caro di tener costà certi danari, come àrai inteso, per istar qua con manco pensieri, e massimo sendo io vechio: però, quando si possa fare che io ne sia sicuro, lo fare' volentieri, ma non vorrei uscir della padella e cascar nella brace. Credo, quando si trovassi da mettergli in beni, cioè in terre o in case, che non ci sia altro modo sicuro: sì che pensatevi, perchè fa per voi. Circa la casa di che mi scrivi apresso al Proconsolo, il luogo a me non sodisfa, come fa quella della via del Cocomero. Quando si fussi potuta avere con buon sodo, non mi par si sie trovato meglio. Del mio male io ne sto con buona speranza, perchè vo pur megliorando, grazia di Dio; ma pur credo mi bisognierà andare al bagnio: che così dicono i medici. Io ebbi nella tua una del Bugiardino:[206] un'altra volta non mettere in tua lettere quelle di nessuno altro, per buon rispetto. El Bugiardino è buona persona, ma è sempice uomo: e basta. Quando tu fussi richiesto di mandarmi lettere nelle tua, di' che non t'acade scrivermi.
A dì 13 d'aprile 1549.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.