Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, 11 di maggio 1549.
CCXXI.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io resto avisato per l'ultima tua del podere di Chianti. Però, poi che è cosa buona, fate che e' vi resti a ogni modo e non guardate i' danari. Tu mi scrivi di nuovo di quello da Monte Spertoli e d'una bottega che si vende in Porta Rossa; e io vi dico, che se voi trovate buon sodo, che voi togliate ancora la bottega e 'l podere se è cosa buona, e dòvi commissione libera, che per insino in quattro mila scudi d'oro in oro, che voi gli spendiate e non abbiate rispetto se non a' sodi: e questo fia meglio che tenere in su i banchi, perchè non me ne fido; e sia qual si voglia. Del tôr donna, di quella che io ti scrissi che m'avea parlato un mio amico, non me n'avendo tu risposto altrimenti, io ò licenziato l'amico e dittogli che cerchi suo ventura. Altro non m'acade. Come ò detto di sopra, comperate liberamente dove i sodi son buoni, e più presto che si può, e avisate.
A dì undici di maggio 1549.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, 25 di maggio 1549.
CCXXII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.