Michelagniolo in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, 19 di luglio 1549.

CCXXVII.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — Io ò per l'ultima tua tutte le spese fatte nella possessione di Chianti: la qual cosa non acadeva, perchè se son bene spesi, come mi scrivi, ogni cosa sta bene. Delle terre che confinano con detta possessione, di che mi scrivesti, ti risposi che le togliessi se v'era buon sodo. Di Monte Spertoli non è poi seguìto altro. Sarà buon tôrlo, quando fussi in vendita, sendovi il sodo de' popilli, come mi scrivesti. A questi dì ò avuto una lettera da quella donna del Tessitore che dice averti voluto dare per moglie una per padre de' Capponi e per madre de' Nicolini, la quale è nel munistero di Candeli; e àmmi scritto una lunga bibbia con una predichetta che mi conforta a viver bene e a far delle limosine: e te dice aver confortato a viver da cristiano, e dèbbeti aver ditto che è spirata da Dio di darti detta fanciulla. Io dico che la fare' molto meglio attendere a tessere o a filare, che andare spacciando tanta santità. Mi par che la voglia essere un'altra suor Domenica:[214] però non ti fidar di lei. E circa al tôr donna, come mi par che sia necessario, io di più una che un'altra non ti posso consigliare, perchè non ò notizie de' cittadini, come tu puoi pensare e come altre volte t'ò scritto: però bisognia che tu stesso bisognia[215] vi pensi e cerchi con diligenzia e pregi Idio che t'acompagni bene: e quando trovassi cosa che ti piacessi, àre' ben caro, inanzi l'effetto, me n'avisassi. Altro non m'acade.

A dì 19 di luglio 1549.

Michelagnolo in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, (3) d'agosto 1549.

CCXXVIII.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.