A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Questa è per coverta d'una della Francesca. Dàlla súbito. Non mi acade altro. Dell'aconciare la casa, ti scrissi che tu facessi tanto quanto ti parea necessario. Delle terre di Chianti vicine a le comperate, ti scrissi per giusto prezzo le togliessi, quando vi fussi buon sodo: e così ti rafermo.
Michelagniolo in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, 21 di dicembre 1549.
CCXXXI.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Per risposta dell'ultima tua, egli è vero che i' ò avuto grandissimo dispiacere e non manco danno della morte del Papa,[216] perchè ò avuto bene da Sua Santità e speravo ancora meglio. È così piaciuto a Dio: bisognia aver pazienzia. La morte sua è stata bella, con buon conoscimento in sino all'ultima parola. Idio abbi misericordia dell'anima sua. Altro non mi acade circa questo. Le cose di costà credo vi vadin bene, e de' casi del tôr tu donna non mi pare che se ne parli più: penso che tu vi pensi e che non vegga ancora cosa al tuo proposito. Circa l'esser mio, io mi sto col mio male il me' ch'i' posso, e a rispetto agli altri vechi non ò da dolermi, grazia di Dio. Qua s'aspetta d'ora in ora il Papa nuovo. Iddio sa 'l bisognio de' Cristiani e basta. Racomandami al prete. Altro non m'acade. A dì ventuno di dicembre 1549.
Michelagniolo in Roma.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 16 di febbraio 1550.