A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — Circa le terre di Chianti di che mi scrivi, io non ti posso rispondere, se io non so come voi state a danari.

Tu mi scrivesti più tempo fa, che volevi rassettar la casa di via Gibellina, non trovando altra casa da comperare; dipoi non so quello che t'abbi fatto o speso o che ti resta.

Se tu ricerchi le mia lettere, tu troverrai che già molti mesi sono che io ti scrissi, che dubitando che 'l Papa per la vechiezza non mi mancassi, volevo far costà, più presto che altrove, una entrata che in mia vechiezza non avessi a mendicare, e massimo avendo fatto rico altri con grandissimi stenti. Però àvisami come le cose stanno e io ti risponderò. Qua mi truovo poco capitale, e quel poco se lo spendessi costà, mi potre' qua morir di fame. Però, come è detto, avisa e come le cose vanno, e io penserò anch'io al fatto mio e risponderotti. Altro non acade.

A dì sedici di febraio 1550.

Michelagniolo in Roma.

(Di mano di Lionardo.)

1549, di Roma, a dì 21 di febraio: de' dì 16 predetto.

Archivio Buonarroti. Di Roma, 1 di marzo 1550.

CCXXXIII.