Vostro Michelagniolo in Roma.


Se voi parlassi al padre del fanciullo, ditegli la cosa con buon mo', modo,[30] che gli è buon fanciullo, ma che gli è troppo gientile, e che e' non è atto al servizio mio, e che si mandi per esso.

Museo Britannico. Di Roma, (di gennaio 1510).

XIX.

A Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze.

Carissimo padre. Io vi mando cento ducati d'oro largi, con questo che gli diate a Buonarroto e agli altri e facciatemene far creditore alla bottega; e se gli attenderanno a far bene, io gl'aiuterò di mano in mano quanto potrò: ditelo loro: però andrete, visto la presente, a Bonifazio, o a Lorenzo Benintendi, voi e Buonarroto, e lui ve gli pagerà: vi pagerà cento ducati d'oro largi per tanti n'à da me qua Baldassare Balducci. Io vi risposi del comperare non era tempo. Delle mie cose di qua farò el meglio che io potrò: Idio m'aiuterà. Scrissivi del fanciullo che 'l padre si rimandassi per esso e che io non gli dare' più danari; e così vi rafermo: el vetturale è pagato ancora per rimenarlo in costà. El fanciullo è buono costà per istarsi a imparare e tornarsi col padre e co' la madre: qua non vale un quatrino, e fami stentare com'una bestia e l'altro mio garzone non escie ancora di letto. Vero è che io non l'ò in casa, perchè quando fu' straco, che io non potevo più, lo mandai in camera d'un suo fratello. Io non ò danari. Questi che io vi mando, me gli cavo dal cuore e anche non mi par lecito domandarne, perchè io non fo lavorare e io solo lavoro poco. Come ò aconcio questa mia facenda della casa, spero cominciare a lavorare forte.

Michelagniolo scultore in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, 5 di settembre (1510).

XX.[31]