Ti scrissi la ricievuta del Breve, e secondochè abiàn visto, resto creditore di più di dumila scudi d'oro: non so che si seguirà: non ci ò speranza nessuna.
Della serva, ti scrissi come m'ero provisto. Avisami del sopra detto podere quello che ne domanda.
A dì ultimo d'agosto 1550.
Michelagniolo in Roma.
(Di mano di Lionardo.)
1550, addì 4 di setembre: de' dì 31 del passato.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 6 di settembre 1550.
CCXXXVIII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Tu mi scrivesti del podere del Cepperello che lo comperrebbe qualcuno che lo àremo per male; e io per l'ultima ti risposi che voi lo comperassi, ma che io non ero per mandarvi più danari. Non ò poi inteso altro da voi. Circa al venire qua; quanto al venire qua per vicitarmi, queste vicitazione oramai io so di che sorte le sono; se none avessi a venir per altro, potresti per tal conto non venire: ma poi che ti piace venire, per quello che mi scrivi, vien più presto che puoi, acciò che nanzi le piove sia ritornato costà. Altro non m'acade. A dì sei di settembre 1550.