Michelagniolo Buonarroti in Roma.
(Di mano di Lionardo.)
1551, da Roma, alli 26 di febraio: de' dì 20 deto.
(D'altra mano.)
Dàtela bene, perchè è di messer Michelagniolo Buonaruoti.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 1 d'aprile 1552.
CCLI.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Circa al tôr donna, io ò un aviso da uno amico mio, che quel difetto che ti fe' tirare adrieto da quella che ti scrissi, non è vero, cioè della corta vista, ma che t'è stato ditto da uno tuo amico per darti una sua cosa; e perchè la non è ancora da marito, à fatto per intrattenerti tanto che la sia per dartela. Però quando quella cosa della vista non sia vera, e che e' non vi sia altro difetto, a me pareva che la fussi cosa per farla. Però abi cura di non esser menato pel naso da gente molto inferiore che quella. Io non t'ò che dire altro circa questo. Ricòrdati che 'l tempo passa, e che io non vorrei essermi afaticato tutto il tempo della mie vita per gente strana: ma 'l testamento spero provegga.
A dì primo d'aprile 1552.