XXII.[35]

A Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze.

Carissimo padre. I' ò dato qua a Giovanni Balducci ducati trecento cinquanta d'oro largi, e' quali facci pagare costà a voi. Però, visto la presente, andate a Bonifazio Fazi, e lui ve gli pagerà, ciò è vi darà ducati trecento cinquanta d'oro largi. Poi che gli avete ricevuti, portategli allo Spedalingo, e fategli aconciare, come voi sapete che gli à aconcio l'altri per me. Rèstavi cierti ducati spicciolati e' quali vi scrissi che voi ve gli togliessi: se non gli avete presi, pigliategli a posta vostra; e se avete bisognio di più, pigliate ciò che voi avete di bisognio; che tanto quanto avete di bisognio, tanto vi dono, se bene gli spendessi tutti; e se bisognia che io scriva allo Spedalingo niente, avisate.

Intendo per l'ultima vostra, come la cosa va: n'ò passione assai: non ve ne posso aiutare altrimenti: ma per questo non vi sbigottite, e non ve ne date un'oncia di maninconia, perchè se si perde la roba, non si perde la vita. Io ne farò tanta per voi, che sarà più che quella che voi perderete: ma ricordovi ben, che voi none facciate stima, perchè è cosa fallace. Pure fate la diligenzia vostra e ringraziate Idio, che poi che questa tribulazione aveva a venire, che la sia venuta in un tempo che voi ve ne potete aiutare meglio, che non àresti fatto pel passato. Attendete a vivere e più presto lasciate andare la roba che patire disagi, che io v'ò più caro vivo e povero; chè morto voi, io non àrei tutto l'oro del mondo: e se coteste cicale costà o altri vi riprende, lasciategli dire, che e' sono uomini sconoscienti e senza amore.

A dì quindici di settembre.

Vostro Michelagniolo scultore in Roma.


Quando voi portate i danari allo Spedalingo, menate con voi Buonarroto, e nè voi, nè lui none parlate a uomo del mondo, per buon rispetto; ciò è nè voi, nè Buonarroto non parlate che io mandi danari, nè di questi, nè d'altri.

Museo Britannico. Di Roma, (3 d'ottobre 1510).

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