Vostro Michelagniolo scultore in Roma.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 1512.
CCCXLV.
A Baldassarre (di Cagione da Carrara).
Baldassarre.[285] — Io mi maraviglio molto di voi, perchè avendomi scritto già tanto tempo fa avere a ordine tanti marmi, e avendo avuto tanti mesi di tempo mirabile e buono per navicare; avendo avuto da me cento ducati d'oro; non vi mancando di cosa nessuna; non so da che si venga che voi non mi servite. Io vi prego che voi súbito carichiate quegli marmi che voi mi dite avere a ordine, e vegniate quante più presto, meglio. Io v'aspetterò tutto questo mese: dipoi procedereno per quelle vie che noi sarèno consigliati da chi à più cura di queste cose di me: solo vi ricordo, che voi fate male a mancare della fede e a straziare chi vi fa utile.
Michelagniolo in Roma.
Archivio Buonarroti. Di Firenze, (20 di marzo 1517).
CCCXLVI.
A Domenico (Buoninsegni. Roma).
Messer Domenico. — Io sono venuto a Firenze a vedere il modello[286] che Baccio à finito, e ò trovato che gli è quel medesimo, cioè una cosa da fanciulli. Se vi pare si mandi, scrivete. Io parto domattina e ritornomi a Carrara, e son rimasto con la Grassa[287] fare là un modello di terra, secondo il disegno e mandargniene. E lui mi dice ne farà fare uno che starà bene: non so come s'anderà: credo bisognerà all'ultimo che io lo facci da me. Duolmi questa cosa per rispetto del Cardinale e del Papa. Non posso fare altro.