CDXL.[411]
(Al Castellano di Sant'Angelo di Roma).
Monsignore Castellano. — Circa il modello di che si disputò ieri, io non dissi interamente l'animo mio, del quale io sono richiesto da vostra Signoria, perchè mi pareva troppo offendere quelle persone a chi io porto grandissima afezione; e questo è il capitano Giovan Francesco,[412] con il quale in qualche cosa non convengo seco; perchè e' bastioni cominciati mi pare che con la ragione et con la forza si possino difendere et seguitare; et nol faccendo, dubito si facci molto peggio; perchè in tanti pareri et modegli vari mi pare che abbino messo in gran confusione il Papa et in tal fastidio, che non si risolvendo a cosa nessuna, potrebbe non seguitare a questo modo, nè fare a quell'altro; che sarebbe gran male e poco onore di sua Santità. Però, come è detto, a me pare di seguitare, non dico particularmente quel che è cominciato, ma solo l'andamento del Monte, migliorando qualcosa, senza danno del fatto, col consiglio del capitano Giovan Francesco detto, per avere occasione di levare via il governo che vi è, se è come si dice, e mettervi detto capitano Giovan Francesco; il quale ò per valente e dabbene in tutte le cose. E quando questo si facci, io me gli offero per l'onore del Papa, poi che più volte son richiesto non come compagnio, ma come ragazo in tutte le cose.
Dagli Spinegli a Castello non farei altro ch'un fosso, perchè il corridor basta, quando sia aconcio bene.[413]
Addì XXVJ di febraro 1544.
Servitore di vostra Signoria
Michelagniolo Buonarroti.
Raccolta del cav. Palagi in Firenze. Di Roma, ( 1544).
CDXLI.
(A papa Paolo III).[414]
Beatissimo Patre. — Come quella à 'nteso per el capitolo di Vetruvio, l'architettura non è altro che ordinazione e disposizione et una bella spezie et un conueniente consenso de' membri dell'opera, et conueneuoleza et distribuzione.