A Monsignor .... datario.[409]
Reverendo e magnifico signor Datario. — Io resto avere della provisione ordinaria che mi dà nostro Signore delli scudi 50 il mese, la paga di otto mesi, cioè da febraro in qua, che sono per tutto il presente mese scudi quatrocento d'oro in oro italiani; quali vi piacerà pagare per me a Salvestro da Montauto e Compagnia, et così seguitare mese per mese di dar loro la paga ordinaria, pigliandone quitanza: che saranno bene dati, et io di così mi contento. Et a vostra Signoria reverenda et magnifica mi racomando, e prego Iddio che li conceda quello desidera.
Di casa mia dal Macello de' Corvi, addì 17 d'ottobre 1542.
A' comandi di vostra Signoria
Michelagniolo Buonarroti.
Archivio Buonarroti. Di Roma, (1543).
CDXXXIX.
A messer Luigi del Riccio, amico anzi patrone onorando in Roma.
Messer Luigi mio caro. — Perchè io so che voi siate maestro di cerimonie, tanto quant'io ne sono alieno; avend'io ricevuto da monsignor di Todi[410] il presente che vi dirà Urbino, vi prego, facendovene parte e credendo che siate amico di sua Signoria, quando vi vien bene, in nome mio la ringraziate con quella cerimonia che v'è facile a fare, e dura (a me): e fateme debitore di qualche berlingozzo.
Vostro Michelagniolo Buonarroti.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 26 di febbraio 1544.