Biblioteca Nazionale di Firenze. Di Roma, ( d'ottobre 1549).

CDLXIV.[446]

A Giovan Francesco, prete in Santa Maria in Firenze.

Messer Giovan Francesco. — Perchè è assai tempo che io non v'ò scritto, ora per mostrarvi per questa che io son vivo, e per intendere per una vostra il medesimo di voi, vi fo questi pochi versi, e racomandomi a voi, e prégovi che questa va a messer Benedetto Varchi, luce e splendore della Accademia fiorentina, che gniene diate, e ringraziatelo da mia parte quel più ch'io non fo nè posso io. Altro non mi acade. Scrivetemi qualche cosa.

Standomi a questi dì in casa molto appassionato, fra certe mia cose, trovai un numero grande di quelle cose[447] che già vi solevo mandare: delle quali ve ne mando quattro, forse mandate altre volte.

Vostro Michelagniolo Buonarroti in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, ( d'ottobre 1549).

CDLXV.

A Giovan Francesco (Fattucci), prete in Santa Maria in Firenze.[448]

Messer Giovan Francesco. — Perchè è pure assai tempo che io non v'ò scritto, per mostrarvi per questa come ancora son vivo, e per intendere per una vostra il medesimo di voi, vi fo questi pochi versi; e racomandomi a voi, e pregovi che questa che va a messer Benedetto Varchi, luce e splendore della Accademia fiorentina, perchè stimo sia molto amico vostro, gniene diate, e ringraziatelo da mia parte quel più che io non fo nè posso far io.